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Castello Colonna Enriquez - Vittoria
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::Castello Colonna Enriquez a Vittoria » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Castello Colonna Enriquez - Vittoria

Castello Colonna Enriquez - Vittoria




Si pensa che le fondamenta naturali del castello Colonna Enriquez siano di origine medioevali. Il Castello era il simbolo del potere armato del barone (al tempo castellano e sovrintendente della città), il quale, attraverso un fedelissimo esecutore dei suoi ordini, da un parte proteggeva l’abitato come suo possedimento, dall’altra lo sorvegliava incutendo timore e riverenza. Accanto al Castello furono costruiti i magazzini frumentari della corte, per immagazzinare i frumenti e gli orzi che annualmente venivano versati come “terraggio” dagli enfiteuti e dagli affittuari della nuova terra di Vittoria. Questi magazzini erano costituiti da grandi silos scavati in spaziosi locali sotterranei, suddivisi in senso trasversale, che si susseguivano uno dopo l’altro ed erano comunicanti tra loro. Oggi si può accedere ai primi due locali dei magazzini frumentari, mentre vi sono alcuni sotterranei inesplorati.
Il 4 marzo 1607 viene appaltato il Castello Colonna Enriquez, il cui piano superiore risale all’Ottocento (Areddia). Il 6 Marzo 1607 vengono appaltati i Magazzini frumentari della Corte e la prima chiesa di San Giovanni Battista, Patrono della città, e nel 1608 i due mulini. Il quartiere Castello comprendeva anche le case concesse ai funzionari, agli impiegati, al cappellano della chiesa e inoltre il palazzo baronale che, oggi, corrisponde alla proprietà Gucciardello. Altre case, casaleni e botteghe ampliavano la zona del Castello sino al 1623, determinando i seguenti quartieri: San Giovanni, Piazza, San Vito, Grazie, Sant’Antonio Abate, San Giuseppe, San Francesco di Paola il vecchio e San Biagio. Prima del terremoto al Castello furono aggiunti altri locali ed eseguiti lavori di restauro e di completamento fino al 1687.
Il Castello Colonna Enriquez, al piano terra conserva parte delle originarie strutture realizzati con piccoli blocchi di arenaria locale ben squadrata, con questi sono girate le volte a botte poggianti su spessi muri dove evidenti appaiono le suture dei blocchi, i quali, nel senso verticale, non sempre si alternano. Dopo il terremoto dell'11 gennaio del 1693, che distrusse in parte il castello l’antica chiesa di San Giovanni Battista e i Magazzini del Conte, furono aggiunti i locali di sinistra, dove si aprono due finestre semplici e rettangolari, una per il piano terra e una per il sopraelevato. Nella parte antica, fra le due lesene di centro, si trova un grande portone ricoperto in lamiera che immette in un grande atrio dal quale si accede, attraverso due portici strombati, in due camere rettangolari; di fronte c’è una bellissima trifora, al centro di questa si apre un corridoio con volta a botte che immette nel cortile retrostante.
Questo cortile è costituito da un muro pieno a sinistra, da un muro frontale il quale presenta cinque archi vuoti fino a terra, di cui due guardano sulla Valle dell’Ippari, e a destra da un muro pieno di oltre tre metri portante sulla struttura tre archi bassi che consentono, dal piano superiore del Castello, la vista verso il mare. A destra e a sinistra ci sono due piccoli locali rettangolari con due volte a botte, disposte ad altezza diversa; su queste, anticamente, si impostavano le due rampe di scale che, partendo dal cortile, si riunivano portando sul terrazzo con i merli. I locali sottostanti costituivano, quello di destra il dormitorio e quello di sinistra la gendarmeria.
I due locali più piccoli servivano come deposito di armi, munizioni e viveri. Nel 1612 fu aggiunto il primo piano con le stanze per l’abitazione del conte o del castellano.
Nel 1643, la nobildonna Vittoria Colonna fece eseguire dei lavori di ristrutturazione e restauro sia al quartiere abitato che alle vecchie stanze del Castello, al corridoio, alla scala ed ai magazzini; questo in previsione della visita di Giovanni Alfonso a Vittoria ed anche per l’imminente insediamento al Castello del barone Giovanni Grimaldi, invitato a risiedervi come castellano oltre che sovrintendente. A lavoro ultimato il Castello presentava:
- cinque stanze abitative ed una sala rimessa a nuovo;
- il corridoio e la scala di accesso al primo piano riparati opportunamente;
- le volte delle stanze, i sottotetti ed i tetti completamente rifatti, come pure le docce e i doccioni per le acque piovane da convogliare nella cucina del luogo;
- un grande vano a pianterreno, una cucina, un’anticucina costruiti in aggiunta al resto dell’edificio;
- il portone d’ingresso allestito con legno di quercia e cardini lunghi secondo la sua altezza;
- nuovi tendaggi alle finestre.
Dopo il restauro del Castello ebbe luogo la prevista venuta del Conte insieme alla sua famiglia e ad un folto seguito di nobili e dignitari della corte vicereale, oltre ai soldati di scorta ed al personale di servizio.
Con il terremoto del 1693, i locali superiori, l’elegante scala semiesterna di accesso, gran parte del prospetto e delle volte delle camere prospicienti la piazza crollarono, e furono necessari ulteriori lavori di restauro continuati nel 1787, quando i locali dell’ex sottoscala vennero riuniti a due a due per realizzare le due cellette che si trovano nella trifora attuale.
Nell’area dell’antica chiesa esiste oggi la chiesetta della Madonna dei Sette Dolori “Trinità” consacrata nel 1724, il cui portale sembra essere stato recuperato dai ruderi della vecchia chiesa del Patrono. Nel 1832 il Comune acquisì definitivamente il Castello per adibirlo a carcere e fu sede di carcere mandamentale fino al 1950 quando fu lasciato in stato di totale abbandono. Venne in seguito restaurato divenendo Museo Civico Polivalente, intitolato al prof. Virgilio Lavore, insigne grecista. Accanto al Castello e ai Magazzini del Conte sorgevano la vecchia chiesa di San Giuseppe e il Monastero di Santa Teresa. Nel 1902, al posto delle suddette strutture, nasce l’Officina Elettrica Municipale, utilizzata per la fornitura dell’energia necessaria al territorio vittoriese. Di recente, i reperti facenti parte del Museo Polivalente, sono stati dislocati e custoditi in un altro luogo in quanto i locali del Museo Polivalente dovrebbero ospitare una pinacoteca.
Oggi, andando a visitarlo, si può ammirare: all’ingresso un carretto siciliano; al piano superiore si trovano strumenti e macchine, in perfetto stato di conservazione, appartenenti al Teatro “Vittoria Colonna” che riproducono rumori ed effetti sonori; altri due locali del piano superiore sono stati destinati ad accogliere una sorprendente raccolta ornitologica ricca di esemplari di ogni specie.
Un’ampia Sala è stata intitolata al grande pittore vittoriese Giuseppe Mazzone, utilizzata per esposizioni d’arte. I locali del Castello e i Magazzini Frumentari, in corso di restauro, saranno destinati ad ambienti museali mentre nei locali del pianoterra è allocata, provvisoriamente, la sede del Consorzio di Tutela del Vino Cerasuolo DOCG di Vittoria.




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